martedì 12 febbraio 2019

In un'altra città

Scale mobili squassate dal freddo vento del nord mi trasportano lungo la voragine che porta agli assordanti marciapiedi della sotterranea; con la spalla sfioro mattonelle esplose dalla pubblicità abbracciata alle pareti; la borsa aggrappata alla mia sinistra dondola se frettolosi passeggeri mi sorpassano; ho messo una giacca troppo leggera. Nel vagone, disdegnando le maniglie, provo ad afferrare qualche parola dei miei vicini, un paio di jeans orbi da un ginocchio e una spelacchiata sottana di velluto beige. Depositato dalla linea nera, esco in strada; il vento è aumentato e la pioggia si abbatte sul mio ombrellino. Mi dirigo, tra case che non conoscono persiane, al mercato di cose vecchie; nessuno si accorge che sono zuppo di gioia.

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